Da novembre gli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospitano la mostra monografica di Berlinde De Bruyckere dal titolo Altheia (dal greco rivelazione).
L’artista Berlinde De Bruyckere ha creato per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo una serie inedita di sculture monumentali.
L’artista belga sfida a duello l’animo impreparato dell’osservatore e propone con audacia temi generalmente evitati, quali la morte e la sofferenza fisica. Nello specifico, Berlinde ci propone una serie di opere organizzate in modo organico e coerente.
La mostra è articolata come una favola, dove gli eventi assumono significato in virtù di un finale edificante. I protagonisti della narrazione corrispondono alle riproduzioni in cera dei cumoli di pelli delle concerie di Anderlecht. In questi spazi emerge come l’epidermide, solitamente adibita alla protezione dell’anima, sia in realtà estremamente fragile.
La pelle muta forma con facilità svelando così l’inconsistenza dell’essere che precedentemente delimitava. Il sale che Berlinde cosparge negli ambienti della Fondazione contribuisce a rendere l’esperienza straniante. Lo spettatore è sottoposto ad una prova ignota, dove l’angoscia viene trasfigurata in una dimensione sospesa, astratta.

Chi visita la mostra giunge all’ultima sala preparato all’epifania e l’artista belga non delude l’aspettativa. Al contrario, Berlinde usa la forza espressiva dell’opera d’arte per sciogliere di fronte al nostro sguardo incredulo il nodo esistenziale più complesso: l’antico conflitto tra vita e morte.
Il percorso proposto dall’artista si conclude con un trionfo di petali in fiore. La materia che inizialmente urtava la nostra sensibilità ha affrontato un percorso di redenzione e si è rivelata, in definitiva, una preziosa fonte di bellezza.
L’opera di Berlinde ci restituisce alla violenza cittadina arricchiti da uno spirito nuovo. Quello stato d’animo che permise a Baudelaire di riconoscere nella Carogne l’Altheia di un fiore.
